
Percorrendo la R. Bosco in salita, a metà strada tra le frazioni di Massaquano e Moiano, incontriamo sul lato destro una deviazione che conduce al casale di Patierno, che conta oltre 800 abitanti, per lo più sparsi in un vasto territorio agricolo, con numerose case ben tenute, anche di nuova costruzione. Le attività principali sono quella agricola, dell’artigianato e la lavorazione del latte, prodotto nella masseria della zona, con un’intensa produzione lattiero casearia di qualità. Nell’ameno borgo sono in attività aziende che forniscono ogni giorno i “fior di latte”, ricotta, caciocavalli e provoloni. Notevole è anche la produzione agricola con ortaggi e frutteti pregiati, in particolare noceti e uliveti. Al centro del casale fa ancora bella mostra di sé il palazzo che Raffaele Bosco, dirigente nel Ministero dei Lavori Pubblici a Roma, una volta completata la strada che porta il suo nome (1880-89), si fece costruire per trascorre nella quiete dei luoghi i suoi giorni di riposo. Nel casale da visitare la Cappella di S. Nicola. Non sappiamo quando e da chi fu eretta, ma nella contrada di Patierno questa cappella esisteva già, come si evince da uno strumento del 20 aprile 1498 del notaio Regnabile Palescandolo. All’inizio del 600 essendo cadente, il visitatore vescovile comandò al rettore di ripararla (s. visita di Mons. Paolo Regio, Vescovo di Vico Equense, del 1602); ma l’ordine non fu eseguito. Lo ripeté qualche anno dopo, con lo stesso esito, il Vescovo mons. De Franchis. La conseguenza fu che questa andò completamente in rovina, e di essa per circa un secolo non si parla più. Al principio del secolo seguente il dottore Giovanni Agostino Buonocore la rifece a sue spese e vi fondò un beneficio di patronato della sua famiglia. Da allora è stata sempre ufficiata. Questa cappella ha un solo altare, sul quale nel secolo XVI vi era l’immagine di S. Nicola con due angeli scolpiti nella stessa pietra. Attualmente, invece, vi è un quadro – da farsi ascendere al 700’, come dimostra lo stile – con nella parte inferiore S. Nicola e S. Giuseppe e nella parte superiore la beata Vergine con il Bambino Gesù in braccio. La presenza della Vergine ha fatto dimenticare quasi completamente che il titolare è S. Nicola.

While traveling up R. Bosco, halfway between the hamlets of Massaquano and Moiano, we find on the right a deviation that leads to the farmhouse of Patierno, which has over 800 inhabitants, mostly scattered in a vast agricultural territory, with numerous well-kept houses and newly constructed ones as well. The main activities are agriculture, craftsmanship and milk processing, produced in the farms of the area with an intense production of dairy products of quality. In the charming village there are companies that supply “fior di latte”, ricotta, caciocavalli and provoloni every day. Also noteworthy is agricultural production with precious vegetables and orchards, particularly walnut trees and olive groves. At the center of the farmhouse still stands the palace that Raffaele Bosco, a manager in the Ministry of Public Works in Rome, had built after completing the road that bears his name (1880-89), to spend his days of rest in peace. In the village to visit there is S. Nicola Chapel. We do not know when and by whom it was erected but this chapel already existed in Patierno district since April 20th 1498 as evidenced by an instrument signed by Notary Regnabile Palescandolo. By 1600s due to its decrepit conditions Bishop Paolo Regio ordered its restoration but it was not carried out; some years later Bishop De Franchis gave similar order but nothing has been done yet again so it fell completely into ruin and for about a century no more mention was made about it. At beginning of next century Dr Giovanni Agostino Buonocore funded at his own expense its reconstruction establishing a patronage from his family which remains active until now . This chapel has only one altar where during XVI century stood St Nicolas’ image carved together with two angels on same stone block; now there is a painting – to be dated around 1700 according to the style – with St. Nicolas and St Joseph in the lower part and the Blessed Virgin with the Infant Jesus in her arms in the upper part. The presence of the Virgin has made people almost forget that S. Nicola is the titular saint.