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MONTE FAITO

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Il Monte Faito, appartenente alla catena montuosa dei Monti Lattari, è il posto ideale per chiunque voglia passeggiare respirando profumi di lecci e castagni, attraversando il fascino dei boschi e ammirando i panorami di inestimabile valore delle fasce costiere e dello splendido golfo di Napoli. Il nome deriva dalle distese di faggio che lo ricoprono in epoca romana, quando la Penisola sorrentina era meta di villeggiatura di patrizi e ricchi commercianti, il Faito era noto come Monte Aureola o Monte del Latte, perché si riteneva che il latte prodotto dai suoi pascoli avesse particolari proprietà, salutari e terapeutiche. Inerpicarsi lungo i suoi tornanti regala panorami mozzafiato. Dalle logge naturali lo sguardo si perde tra la linea di costa della Penisola, Castellamare e il Golfo di Napoli. La strada si snoda tra abeti e pini, gole profonde e dirupi ricoperti da ginestre. Arrivati alla vetta dal belvedere dei Capi, nelle giornate più terse, si gode una veduta magnifica sui golfi di Napoli e Salerno e sulle isole di Capri, Ischia e Procida. In questo punto c’è un bar e dal piazzale del belvedere partono la Strada Alta – che raggiunge il piazzale della funivia (che collega il Faito a Castellammare di Stabia) e l’antica chiesa di San Michele e la Strada Bassa, o viale dei Castagni, che conduce verso il centro sportivo da qui, congiungendosi alla via delle Pendici, scende a Moiano e a Vico Equense. Il santuario di San Michele sul Monte Molare (quota 1280m) si può raggiungere anche da via della Cresta, che comincia a destra del piazzale della funivia, tra fitta vegetazione e alberi centenari: distrutto nel XIX secolo e poi ricostruito, l’edificio è ricordo di un antico tempio che , secondo la tradizione viene edificato nel VI secolo degli eremiti Catello, vescovo di Stabia, e Antonio abate, dopo la prodigiose apparizione di san Michele Arcangelo. Tutte le strade che si dipanano sul Faito sono collegate tra loro attraverso scale e vialetti pedonali dai quali è possibile inoltrarsi nei boschi di conifere e di faggi, popolati da numerose specie di uccelli (fringuello , verdone, cardellino, rampichino, cinciallegra , usignolo , pettirosso , merlo) e da piccoli animali (talpa, riccio, ghiro, volpe). Da non perdere è il suggestivo percorso in funivia con partenza da Castellamare di Stabia: l’incredibile visione del ‘mare verde’, che si gode dalla cabina durante l’ascensione, fa dimenticare l’ altezza vertiginosa affrontata per raggiungere il piazzale d’ arrivo. 

Il Monte Faito è raggiungibile da Vico Equense per strada R. Bosco e da Castellammare di Stabia attraverso la funivia E.A.V. (orari e prezzi)

 

Passeggiando tra ginestre, pino nero, e rose selvatiche: la flora del Faito

Il Monte Faito rappresenta, sotto l’ aspetto naturalistico, una vera e propria miniera. Una riserva naturale che non smette di stupire anche se molte piante secolari sono andate distrutte. Tra le piante rare, da ammirare e non raccogliere, c’è da annoverare la Pinguicola Jrtiflora. E’ una pianta pelosa e carnivora, abile nell’ attrarre insetti che poi scioglie grazie a degli enzimi. Lì vicino, sulle rocce, cresce un’ altra pianta rara, L’ Erica terminalis, le cui punte, durante la fioritura, si coprono di fiorellini rosa. Sempre tra le rarità, c’è da segnalare la Lonciera Stabiense (caprifogli) che ama i luoghi assolati. Salendo al Faito da Moiano è facile imbattersi, lungo la statale, nella ginestra dei carbonai che ricopre ampie zone rocciose della montagna, mentre lungo i sentieri spunta la Campanuola fragilis, piccole, delicate campanelle dal colore viola che vivono sulle rocce calcaree e sono endemiche della Penisola sorrentina. A mille metri si estendono le piante di alto fusto. Veri e propri boschi dove si incontrano conifere, faggi, castagni, ontani, pini neri, abeti bianchi e rossi, che sono solo una parte delle piante plurisecolari che fanno del Monte un oasi naturale.

 

 

 

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