PRIMAVERA A VICO EQUENSE: UN GIRO PER I 13 CASALI

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Vico Equense è una rinomata meta per soggiorni prettamente estivi e balneari. Eppure, la città mostra le sue bellezze anche durante le altre stagioni. In primavera, ad esempio, vale la pena fare un giro per i 13 piccoli borghi che le sorgono intorno, quasi ad incoronarla come una regina. Ne parliamo di seguito.

Marina di Equa

Marina di Equa è un antico borgo a strapiombo sul mare, la cui insenatura ben riparata rappresenta un approdo particolarmente favorevole per le imbarcazioni. La sua storia affonda le radici nell’età preromana, quando le popolazioni si dedicavano alle attività marinare, commerciali e anche agricole. Il suo nome deriva dallo storico romano Silo Italico che denominò l’antico insediamento urbano Aequana. Il borgo, oggi, è ricco di testimonianze archeologiche della sua antica storia, sia di epoca romana che preromana. Passeggiando per il porto, potrete osservare la Torre di Capoviro, antica struttura difensiva, per poi proseguire e arrivare fino alla suggestiva spiaggia sassosa detta “delle calcaree”. I cittadini sono molto devoti a Sant’Antonio: a lui è dedicata la cappella che sorge nella piazza principale del centro storico.

Seiano

Seiano ha un forte legame con le sue origini romane: il nome deriverebbe da Seius, un ricco patrizio romano che aveva costruito qui una sontuosissima villa per i suoi soggiorni di benessere. Ma Seiano è anche un affascinante borgo medievale. Qui troverete numerosi edifici sacri ricchi di favolosi dipinti. La Cappella di Santa Maria Vecchia ha una storia particolare: crollata nel XVI secolo, oggi conserva sul portale un affresco raffigurante la Vergine col Bambino che, in origine, pare stesse sull’unico muro scampato al crollo. Sempre qui, troverete una piccola navata dove sono esposti gli ex –voto, doni di vario genere offerti alla Madonna per i miracoli avvenuti in mare. Per i cittadini, la Vergine è da sempre considerata la protettrice dei naviganti e gli ex-voto testimoniano il forte legame che essi hanno con il mare e con la fede.

Montechiaro

Montechiaro è l’ideale per una passeggiata in cerca di aria salubre e pura natura. Il paesaggio è rurale, ricco di salite, viottoli e percorsi impervi. Il suo è un passato fatto di vita rupestre, così come testimoniano i resti di una struttura somigliante ad una torre. Secondo la tradizione, sarebbero le rovine del Casino di caccia del re Ferdinando II di Borbone, amante della selvaggina e, per questo, buon intenditore di zone di caccia, proprio come quella di Montechiaro. Infine, tra le chiese più suggestive, vi segnaliamo la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, meglio conosciuta come Cappella Rossa data la sua colorazione rubina. Si trova a strapiombo sul mare, come una sorta di terrazza naturale che regala una veduta mozzafiato.

Fornacelle

Fornacelle è un graziosissimo borgo incastonato nelle colline a metà strada tra Seiano e Pacognano. Se siete in cerca di un luogo silenzioso, Fornacelle offre una pace e una tranquillità quasi fuori dall’ordinario. Il fulcro del borgo è la piccola piazza che si trova davanti alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Non potrete fare a meno di restare estasiati dal caratteristico campanile: l’orologio è rifinito di bellissime maioliche.

Pacognano

Pacognano è un borgo fuori dal tempo. La rigogliosa vegetazione e le fitte coltivazioni locali sembrano aver inghiottito tutto il paesaggio e quasi nascondono le caratteristiche case contadine. Tra i luoghi di attrazione del borgo vi sono le rovine della villa cinquecentesca che appartenne allo scienziato, poeta e filosofo di Vico Equense Giovan Battista della Porta, un uomo di grande cultura e particolarmente vicino al mondo dell’occulto e del soprannaturale. Scendendo lungo la vallata, poi, si trova la magnifica Chiesa di Santa Maria. Qui potrete osservare la bellissima pavimentazione originale in maiolica.

Arola

Se siete amanti della natura incontaminata, Arola vi delizierà. Situato alle pendici del Monte Comune, il territorio del borgo è naturalmente ricco di una fitta vegetazione e di coltivazioni di prodotti locali, in particolare frutta.  Non a caso, il nome del borgo deriva presumibilmente dal latino rus, che vuol dire campo coltivato. Ad Arola vi incanterà l’atmosfera bucolica, dove anche le abitazioni sono tipicamente contadine, con ampi cortili interni. La chiesa principale risale al XVI secolo ed è dedicata a Sant’Antonino, il quale, diretto verso Sorrento, avrebbe fatto prima una sosta ad Arola.

Astapiana Villa Giusso 

Astapiana Villa Giusso è un’affascinante dimora storica del 1600. Qui troverete un’oasi di tranquillità e totale relax affacciata su di un meraviglioso panorama che dà su Sorrento e sul Golfo di Napoli. Nonostante sia lontana dal traffico, la Villa ha invece una posizione strategica a pochi km da Sorrento (10), Pompei (22) e Amalfi (40). La maestosa dimora era originariamente un monastero camaldolese. I lavori cominciarono all’inizio del XVII secolo, ma anno dopo anno proseguirono con l’aggiunta e l’abbellimento di tutto il complesso. Nel 1641, fu eretta la chiesa consacrata a S. Maria in Jerusalem e a S. Romualdo, fondatore dell’ordine camaldolese. Il XIX secolo portò con sé la dominazione napoleonica, da cui derivò l’obbligo dello lo scioglimento degli ordini ecclesiastici: la Villa fu abbandonata e i suoi tesori saccheggiati. In seguito, l’ex monastero venne ceduto al duca Luigi Giusso dai Borbone, che avevano fatto della Villa un Sito Reale. Il duca la trasformò in dimora di campagna ed è da allora che il sito ha acquisito la denominazione attuale.

Preazzano

Preazzano è una piccolissima frazione di Vico Equense famosa per la lavorazione della seta. Da qui, si imbocca il sentiero verso la cima del Monte Comune. Sul cammino, troverete vasti pascoli - principalmente bovini - da cui si ricava il famoso e gustoso Provolone del Monaco. La chiesa principale è dedicata a Sant’Andrea.

Ticciano

Ticciano conserva i resti di testimonianze dirette della storia dei casali di Vico Equense. Nella chiesa di San Michele Arcangelo, sono conservate una croce paleocristiana scolpita nel tufo e un’iscrizione romana. Molte fonti arrivate fino ai giorni nostri rivelano che tanti veterani di guerra al servizio dell’imperatore Augusto si fossero ritirati proprio a Ticciano per dedicarsi alla vita bucolica. Oggi, i cittadini mantengono vivo il retaggio della loro storia e continuano a vivere di sola agricoltura. Tuttavia, l’artigianato è il vero protagonista di Ticciano: qui è tramandata la produzione secolare dei cesti intrecciati a mano realizzati con il legno di castagno.

Santa Maria del Castello

Santa Maria di Castello è un piccolissimo borgo contadino. La sua chiesa affaccia sul mare di Positano e la strada che porta ad essa  è un percorso impervio, fatto di scalinate molto ripide. In passato, arrivare alla chiesa veniva considerato un percorso di penitenza per espiare i propri peccati, ma era anche un rifugio per scampare alle ondate di pestilenza che colpivano il Meridione. La chiesa fu costruita nel XV secolo e dedicata alla Madonna, alla quale i cittadini sono estremamente devoti.  Al suo interno vi è una ricca collezione di dipinti, in particolare tre preziose tele della scuola napoletana risalenti al XVII, XVIII e XIX secolo. Santa Maria del Castello è anche uno dei punti di partenza per il famoso Sentiero degli Dei, spettacolare percorso di trekking naturalistico che porta da Agerola a Positano in 9 km di cammino tra la natura selvaggia e magnifici scenari a strapiombo sul mare.

Moiano

Moiano è situato nella zona collinare più alta di Vico Equense, ad oltre 500 metri sul livello del mare. Il territorio è immerso nella macchia mediterranea ed è percorso da una cosiddetta “mulattiera”, un’antica strada che porta al vicino Monte Faito. Il cuore del borgo è Piazza Scanna, probabilmente luogo anticamente utilizzato per il macello delle carni, al cui centro si erge un’antica colonna di epoca romana. L’economia di Moiano è in crescente sviluppo: il punto forte sono le aziende artigianali di prodotti caseari.

Monte Faito

Vale la pena visitare Monte Faito in qualsiasi stagione. In primavera, in particolare, si può assistere allo spettacolare momento della fioritura. Con i suoi 1050 metri, Monte Faito regala spettacolari vedute sul Golfo di Napoli e l’intera Penisola sorrentina. Giunti alla cima, vi è il belvedere dei Capi da cui, nelle giornate più limpide, si scorgono addirittura Capri, Ischia e Procida. Dal belvedere, poi, partono la Strada Alta e la Strada Bassa. La prima conduce alla funivia che collega il monte a Castellamare di Stabia, mentre la seconda (anche detta viale dei Castagni) scende a Moiano e Vico Equense. Le strade percorribili del Monte Faito sono ricche di vegetazione e popolate da numerose specie di uccelli.

Massaquano

Massaquano è la frazione più antica di Vico Equense. La particolarità di questo borgo è che la costruzione viaria è rimasta inalterata dai tempi del medioevo. Massaquano conserva antichissime tradizioni religiose: ogni martedì di Pentecoste, dall’Oratorio di santa Maria di Chieja parte una processione per arrivare alla statua della Santa Vergine, adornata per l’occasione da abiti trapuntati in oro.

San Salvatore

San Salvatore è un piccolissimo centro rurale. La chiesa principale è dedicata a Santa Maria delle Grazie e, secondo i racconti, fu eretta nell’esatto luogo in cui dei contadini trovarono un frammento di muro su cui vi era raffigurata la Madonna.

Bonea

Bonea è un piccolo borgo raccolto intorno alla Chiesa di San Giovanni Evangelista. La cappella custodisce un particolare dipinto seicentesco raffigurante la Vergine col Bambino mentre regge un sacchetto dal quale cadono delle monete d’oro. Secondo la tradizione pagana, questo potrebbe essere un riferimento all’antico culto delle divinità femminili dispensatrici di ricchezza e fertilità.

Servizio

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