OSPITALITA E TURISMO IN PENISOLA SORRENTINA

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Il turismo e l’ospitalità della Penisola Sorrentina, sono il motore trainante dell’economia di tutta l’area, vuoi tanto per la sua bellezza naturale quanto per quella culturale. Terra magica sin dall’antichità che è stata luogo prediletto per chi voleva godere di pace e tranquillità, fonte d’ispirazione per artisti e letterati che hanno lasciato preziose testimonianze del loro passato.

La Costiera ai tempi degli Antichi Romani

Le sue coste e colline furono scelte dai ricchi patrizi ed imperatori Romani per costruire le loro ville per poter trascorrere i mesi estivi e i periodi di otium. Attraverso la varietà degli ambienti e lo sfruttamento degli spazi interni ed esterni, si capisce come ci fosse una capacità di apprezzamento e godimento delle bellezze naturali.

Con la crisi dell’Impero Romano, la Penisola Sorrentina viene condannata ad una lenta decadenza. Nei secoli successivi la popolazione viene esposta a numerosi saccheggi da parte dei pirati saraceni ed eventi naturali spesso catastrofici.

Un periodo lungo, complesso e tormentato, che si è concluso solo nel Settecento quando hanno cominciato ad intravedersi i primi segnali di ripresa.

Gli anni del Grand Tour in Penisola Sorrentina

La Penisola Sorrentina ha da sempre ricoperto un ruolo prioritario nel panorama turistico sia regionale che nazionale, collocandosi, a pieno titolo, tra le principali destinazioni di tutto il Mediterraneo.

Alla fine del Settecento, con l’arrivo dei primi turisti e viaggiatori, si cominciarono ad organizzare le prime forme di attrezzature recettive. A Massa Lubrense, l’Università possedeva due taverne per “alloggio dei pellegrini” e a Sorrento, nel 1777, venne aperto il primo albergo della Penisola Sorrentina.

Oltre agli italiani, arrivavano anche tanti stranieri, in particolare inglesi e tedeschi. Così la Campania e la Penisola Sorrentina, anche se in ritardo rispetto alle altre regioni d’Italia, riuscì ad entrare nel Grand Tour, il gran giro del turismo internazionale.

Artisti e letterati alla scoperta della Penisola Sorrentina

Accanto agli scienziati (naturalisti e vulcanologi), i primi ad arrivare in Penisola Sorrentina furono artisti e letterati.

Nell’ottobre del 1839, con l’inaugurazione della nuova strada rotabile tra Castellammare e Sorrento, si interruppe l’isolamento della Penisola, fino ad allora raggiungibile solo via mare, e favorì l’afflusso di colti e raffinati viaggiatori che consolidarono la sua fortuna. La crescita si ebbe anche grazie alle nuove tendenze nelle tipologie di viaggiatori: oltre a coloro i quali che si accingevano nell’intraprendere il prestabilito percorso di Grand Tour, anche altri viaggiatori che concepivano il viaggio come espressione di un’esigenza interiore alla ricerca di un’espressione maggiormente proiettata alla conoscenza delle tradizioni e dei costumi delle società locali. Tra l’altro, si andava sempre più diffondendo la tendenza a soffermarsi in una particolare località per un periodo di tempo prolungato (mesi o addirittura anni).

Tra il 1839 e il 1860, insieme a scrittori, musicisti, poeti  e pittori, in penisola cominciò ad arrivare la più esclusiva aristocrazia europea, richiamata dalle entusiastiche descrizioni dei precedenti viaggiatori. Dopo l’Unità d’Italia, gli afflussi aumentarono ulteriormente con l’arrivo di numerosi regnanti europei e personaggi della media borghesia (industriali, commercianti, proprietari terrieri, etc.) che nel soggiorno sorrentino vedevano un’importante occasione di promozione sociale.

Ottocento: Lo sviluppo dell’industria dell’ospitalità in Penisola Sorrentina

Nel 1820, gli alloggi erano pochi e mal arredati. Bisognerà attendere il 1837 per vedere una ricettività decisamente migliorata: alberghi veri e propri, appartamenti in ville e palazzi, oppure soluzioni più modeste in case di abitanti del posto. Molte famiglie nobiliari, spesso in difficoltà economiche, cercavano di aumentare i propri redditi fittando a forestieri.

Per tutto il secolo, il turismo in Costiera ha continuato ad essere limitato alle poche classi privilegiate. Ma negli ultimi decenni, col ridimensionarsi dei settori agricolo e dell’intarsio, lo si cominciò a guardare con crescente interesse per le importanti implicazioni che poteva recare.

Da allora le iniziative si moltiplicarono e si aggiunsero nuovi imprenditori nel comparto alberghiero: vennero realizzate nuove strutture ricettive, molte delle vecchie ammodernate, i collegamenti potenziati e l’infrastruttura del territorio migliorata. Con tali miglioramenti, aumentarono anche i flussi, soprattutto da parte degli stranieri: girare l’Europa non rappresentava più soltanto un’avventura dettata da motivazioni precise (arte, cultura, archeologia, musica, pittura), ma diventava una vera e propria vacanza.

Dal Dopoguerra ad oggi: l’ospitalità della Penisola Sorrentina si apre a tutti

Fino alla metà degli anni ’50 del secolo scorso, il turismo aveva interessato esclusivamente la città di Sorrento ed una classe sociale alta. Bisogna attendere gli ultimi decenni del XX sec. e l’inizio del XXI per vedere un turismo in penisola aperto a stati sociali sempre più ampi e ad uno sviluppo della domanda ricettiva e di visitatori anche negli altri comuni.

Non più soltanto alberghi ed alloggi di lusso, ma anche la diffusione di bagni di mare e nautica da diporto. Un turismo meno elitario legato ad un’utenza di tipo familiare che ha cominciato ad utilizzare strutture extra-alberghiere (ex. Seconde case, case vacanze e campeggi).

L’ospitalità di Vico Equense

Vico Equense è il biglietto da visita della Costiera Sorrentina. Negli ultimi anni, è risultata essere la località della Costiera Sorrentina più scelta dai turisti italiani dopo Sorrento. Sarà forse per il suo mare, i suoi monti, le sue colline, la sue ampie spiagge.

Il suo centro urbano sorge su un promontorio dominante sul mare. Le sue terre hanno accolto da antiche civiltà, quali quelle italiche, etrusche, greche, a set cinematografici, come attesta il suo Museo del Cinema.

Sulle sue colline, sorgono i Casali, centri urbani rinomati per i prodotti dell’agricoltura e caseari, come il Provolone del Monaco DOP.

Se siete dei tipi sportivi, potreste essere interessati alle escursioni sul Monte Faito, dove in estate nel “Centro Sportivo” si praticano vari sport.

Se invece siete alla ricerca del relax, Vico Equense è anche una rinomata stazione termale, grazie alla sorgente solfurea dello Scrajo, ubicata a livello del mare.

L’ospitalità ricettiva e ristorativa di Vico Equense

Vico Equense vanta una lunga tradizione nell’ospitalità. I suoi cittadini accolgono i loro ospiti e visitatori con calore e facendoli sentire come se fossero a casa loro, tanto che spesso molti di loro sono indotti dal tornare nuovamente a Vico Equense.

La città offre una variegata capacità ricettiva, con alberghi da due a cinque stelle, camping, B&B, aziende agrituristiche immerse nel verde. Un mix di fascino, modernità ed affidabilità di strutture dislocate su tutto il territorio collinare e montano e lungo la costa dove trionfa la calda accoglienza del sud.

Per i buongustai, possibilità di scelta tra gli innumerevoli piatti preparati nei 150 e più ristoranti, pizzerie, pub e luoghi imperdibili dove mangiare e bere. Alcuni dei suoi ristoranti sono di proprietà di chef stellati e segnalati in guide di settore internazionali.

Insomma, l’offerta turistica di Vico Equense accontenta tutti i palati ed è adatta ad ogni tipo di budget.

Servizio

Comune di Vico Equense - Ufficio Turismo e Cultura

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Tel.: +39 081/8019100
sede operativa Viale Rimembranza, 1
Tel.: +39 081/8019500
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